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La dimostrazione che quando si hanno le potenzialità il lavoro funziona, eccome, si chiama “Vision Of The Truth”, ovvero il quinto lavoro dei genovesi The Void (inclusi demo ed autoproduzioni). Il trio si dedica anima e corpo alla frangia più oscura del metal, quella che ha reso celebri act come Tiamat e Moonspell, affascinante ed introspettiva così come maledettamente catchy ed aggressiva. La produzione dei pezzi, rocciosa e convincente, arriva ad incastonare perfettamente i nove gioielli nell’affresco di rassegnazione e solitudine interpretato dai The Void, come se non ci fosse un domani. L’opener “Light”, un pugno in faccia dove impariamo a familiarizzare con la voce presente ed evocativa di Diego Fogliacco, qui impegnato anche alla chitarra e alle tastiere. La successiva “Macha”, sicuramente una selle song più complete dell’album, tocca le sonorità di The Vision Bleak e Cradle Of Filth, quanto basta per convincere appieno. La title track perde di vista il risultato, e svanisce senza colpo ferire, mentre l’accoppiata “Hope” e “I Need Light (Geneva’s Monologue)” vince e convince, raggiungendo le migliori esternazioni degli oscurissimi Type O Negative. La teatralità di “Fearless Gladiator”, una sorta di rituale segreto, e l’irruenza di ”Step Into Nowhere” pongono il sigillo su un lavoro che sicuramente può fregiarsi della denominazione di fiore all’occhiello della My Kingdom Music, che dopo alcune cantonate può finalmente riempirsi la bocca; e, perché no, magari anche le tasche. Con alcune correzioni qua e là, che ci sentiamo di immaginare arriveranno con l’esperienza, i tre ragazzi diventeranno sicuramente grandi. Forza!
Labels: recensioni


1 Comments:
Troppo facile pubblicare solo le recensioni positive!
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